Le novità del territorio del Coglians
L’alba di Capodanno sul Monte Coglians.
Fine 2025. Mentre si festeggia l'arrivo del nuovo anno tra brindisi e musica, Alex Donadonibus e Alina Predasso scelgono una via diversa. Un percorso fatto di silenzio, vento gelido e la determinazione di salutare il primo sole dell'anno dalla cima più alta del Friuli Venezia Giulia: il Monte Coglians.
Una rinuncia che diventa ispirazione
L’idea di questa impresa non è nata per caso. Il 29 dicembre, la coppia aveva già tentato la salita, ma l’arrivo tardivo al Rifugio Marinelli li ha spinti a una scelta saggia: fermarsi per il tramonto e non proseguire.
Proprio ammirando il Coglians tinto dai colori della sera, è scattata la scintilla: “perché non torniamo per la prima alba dell’anno?”
La salita "controcorrente"
Il 31 dicembre, la loro tabella di marcia è stata l'esatto opposto di quella tradizionale:
- Ore 00:00: Sveglia tra i botti di mezzanotte.
- Ore 03:00: Partenza da Collina con –7°C, tra gli sguardi increduli di chi usciva dai locali.
L'ascesa è stata un cammino illuminato dalle luci frontali e dalla luna, con un ritmo lento e costante per gestire il freddo e lo sforzo fisico.
Dal Rifugio Marinelli in su, il vento si è fatto sentire con forza, mettendo alla prova la loro resistenza. Eppure, all'arrivo dell'ora blu, il cambiamento dei colori nel cielo ha regalato loro un momento di pura connessione, dove le parole non erano più necessarie.
Sul tetto del Friuli: –9°C e un’emozione indescrivibile
Raggiungere la vetta è stato il culmine di un viaggio descritto da entrambi come deciso dal "destino". Con una temperatura di –9°C, Alex e Alina si sono abbracciati davanti alla prima alba dell'anno.
"C’è qualcosa di speciale nel sapere che sei sulla cima più alta della regione. Sopra di te non c’è più niente".
Sicurezza e consapevolezza: preparare il Coglians in inverno
Il Monte Coglians non è una montagna estremamente tecnica per la via normale ma è anche vero che non è una montagna per tutti, specialmente nella stagione invernale. Per affrontare un'escursione di questo tipo, Alex e Alina sottolineano l'importanza di:
- Preparazione fisica ed esperienza in ambiente innevato.
- Capacità di valutazione: Analizzare costantemente meteo e condizioni del manto.
- L'arte della rinuncia: Bisogna essere pronti a tornare indietro se la giornata non è quella giusta; la montagna resta lì.
Cosa non deve mancare nello zaino?
Per un'ascesa invernale sicura, Alex e Alina consigliano questo equipaggiamento essenziale:
- Protezione termica: guscio antivento, piumino, maglia termica e guanti pesanti.
- Sicurezza: casco, ramponi (se necessari) e una frontale (fondamentale per gestire gli imprevisti orari).
- Supporto: bastoncini, tè caldo e acqua.
Questa esperienza ci insegna che, a volte, andare controcorrente e saper ascoltare i tempi della montagna è l'unico modo per vivere un momento davvero magico.
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